11/05/2020By Stefania Di Stasio4 Minuti

Il tono di voce nello storytelling aziendale

Il tono di voce è la chiave di lettura di tutta la comunicazione e, non è così scontato come sembra, non si parla solo con le parole.

Tutto comunica. Il linguaggio del corpo, il tono di voce che usiamo e, infine, anche quello che diciamo. Sì, hai capito bene: infine. E non vuole certo essere un invito a dire cose a vanvera purché vengano dette con timbro suadente ed atteggiamento amichevole, tutt’altro. L’attenzione che volevamo porre è sul fatto che la comunicazione non verbale, così come il ritmo e la cadenza che diamo a ciò che diciamo, influenzano non poco sia il significato che la percezione da parte dei nostri interlocutori. La componente non verbale è di certo quella più spontanea, meno controllabile, e proprio per questo viene avvertita come più autentica. E questa è anche la ragione per cui dobbiamo imparare l’arte di usarla, di gestirla. Non per manipolare il nostro pubblico, ma dare la giusta enfasi a quello che vogliamo dire, per attirare l’attenzione e farci ascoltare. È difficile farsi ascoltare.

Vale nella vita di tutti i giorni e vale allo stesso modo nella comunicazione aziendale.

Tutto ciò che può essere considerato “visual design” va a costruire la comunicazione non verbale di un brand. È uno strumento molto forte, che ci consente di fare associazioni mentali immediate. Le immagini parlano, ma da sole non bastano: bisogna farle flirtare con le parole. I contenuti verbali danno la chiave di lettura e il tono di voce influenza l’esito della conversazione.

Per la nostra esperienza il tono di voce non riguarda soltanto i testi (non è affare solo del copywriter, per intenderci) ma è ciò che mette in sintonia parole e immagini, dando la chiave di lettura.

Ogni brand deve trovare quello che meglio esprime la propria personalità, per stabilire un legame con il suo pubblico. Non è solo una questione di emozionare, concetto a volte abusato (a fin di bene… fa sempre colpo), ma di aiutare un’interpretazione, di stimolare una reazione per costruire ad una relazione. Diventa una questione di empatia. Attraverso immagini e parole si combinano intensità, volume, ritmo, espressione, personalità. Questo è comunicare.

È quello che facciamo ogni giorno. Ed è per questo che insistiamo così tanto sui contenuti.

“Il 60 per cento di tutte le comunicazioni umane è non verbale, linguaggio del corpo, il 30 per cento è nel tono. Vale a dire che il 90 per cento di quello che si comunica… non esce dalla nostra bocca”.

Dal film Hitch – Lui sì che capisce le donne