Hanno nome e cognome, un’età, un lavoro, dei figli, delle abitudini, delle passioni. Fanno cose nel tempo libero, incontrano amici, si tengono in forma, leggono libri, cucinano: ecco a voi le buyer personas, ovvero gli utenti in assoluto più potenzialmente interessati ad acquistare il vostro prodotto.
Cosa c’è di così strano? Non esistono. Ma potrebbero. Sono così realistici che ci si finisce per immedesimare… non tanto nelle loro ipotetiche vite quanto nelle loro necessità, nei loro sogni. E allora perché non definire semplicemente una lista di bisogni? Non sarebbe la stessa cosa, perché è proprio la condivisione di una storia che fa nascere l’empatia.

Oggi il marketing è una conversazione one to one.

Non parlo più alla massa, non sparo nel mucchio. Parlo proprio a te. Che sei fatto così, hai un desiderio e io ho giusto il prodotto che può soddisfarti perché ti ho capito. E può essere qualsiasi cosa, non importa, dalla crema per le smagliature, al corso di yoga online, all’accessorio che ti risolve la vita in cucina, all’app per prendere il brevetto di volo.
È proprio questo il motivo per cui più riesco a fare un identikit preciso della persona che acquista i miei prodotti, tanto meglio riuscirò a soddisfare le sue esigenze, a risolvergli un problema, a creare un valore. E a questo punto della “relazione”, non solo non mi abbandonerà ma parlerà volentieri di me.
Le buyer personas sono gli alias delle persone reali a cui il mio prodotto si rivolge. Una sorta di avatar. Attraverso la loro conoscenza posso imparare a capire quali sono le esigenze dei miei utenti, analizzando la mia offerta dalla loro prospettiva. È un’evoluzione che si è resa necessaria dalla rivoluzione digitale. La differenza è sottile ma enorme al tempo stesso.
Per questo il lavoro di individuazione delle buyer personas è importantissimo. È un lavoro di ricerca, di esperienza e di grande sensibilità. È un processo di conoscenza e di apprendimento che ti porta, giorno dopo giorno, a scoprire nuovi aspetti e a migliorare le tue performance non solo di comunicazione, ma anche di prodotto.

È il potere immenso del sapersi porre in ascolto.